L’avvio del Festival (19 giugno, Cineteatro Sorriso, Gorle) è affidato a Lorenzo Maragoni attore, regista, autore teatrale e poeta campione nazionale 2021 di Poetry Slam e nel 2022, rappresentando l’Italia alla World Cup di Parigi, campione del mondo. Maragoni propone “Tipico maschio italiano”, un dialogo con il pubblico che partendo dallo shock per il caso Cecchettin, mescola stand-up e poesia per smontare i tossici automatismi del patriarcato, trasformando il “maschio tipico” in un uomo finalmente consapevole.
Il secondo appuntamento è in realtà un incrocio di Festival: l’evento “Connessioni” vuole festeggiare A levar l’ombra da terra, Funesto e Albanoarte Teatro/TdV in una data condivisa tra le tre realtà (27 giugno, Daste, Bergamo). Dopo un brindisi e una chiacchierata con sottofondo musicale, sarà il momento di Oscar De Summa con il suo “Rette parallele sono l’amore e la morte” che viene offerto al pubblico grazie anche al contributo del Comune di Bergamo.
Terzo evento (04 luglio, Cortile palazzo parrocchiale, Bagnatica) è con Antonello Cassinotti, delleAli Teatro, che presenta la lettura teatralizzata “Pinocchio ReadyMADE”, un’esplorazione sonora e visiva che frammenta il mito di Collodi. Tra microfoni, oggetti e voce, il burattino si fa ready-made contemporaneo. Uno spettacolo che vuole essere propedeutico all’evento di fine Festival.
Torna con un’anteprima attesissima, Carrozzeria Orfeo nella nuova produzione “Cuore di Porco” (09 luglio, Agriristorante Sant’Alessandro, Albano S.A.) che mescola humour nero e cinismo per esplorare la solitudine umana. Un vortice di personaggi estremi e dialoghi serrati che scava nel lato oscuro della società.
Nel quinto appuntamento (11 luglio, Cortile del Palazzo Comunale, Bolgare) due attrici straordinarie nella produzione ATIR “Aldilà di tutto”, Valentina Picello e Chiara Stoppa portano in scena un’amicizia profonda che sfida la malattia. Tra ironia e commozione, trasformano il dolore in un inno vitale alla sopravvivenza.
Dopo una breve pausa (26 luglio, Azienda Agricola “Martinì”, Scanzorosciate) il Festival riabbraccia Rita Pelusio e Rossana Mola ospitando “Lo sciopero delle bambine – l’eroicomica impresa del 1S02”. Attraverso gli occhi cinici di due piccioni milanesi, riscopriamo la rivolta dimenticata delle piscinine. Un carillon filosofico che trasforma la lotta di minuscole sartine in un potente specchio del nostro presente.
A distanza di tre giorni (29 luglio, Cineteatro Carisma, Gorlago) ecco un graditissimo ritorno al TdV, la straordinaria Antonella Ǫuesta in “Offro io!”, un’indagine ironica e feroce sul potere del denaro: cosa resta di noi quando possiamo comprare tutto? Una favola contemporanea che scuote i valori di una società dove il prezzo decide l’identità.
Chiude la prima parte del cartellone la Permar Compagnia Mario Perrotta con “Ǫualcuno, nessuno, centomila”, (01 agosto, Villa Conti Sottocasa, Pedrengo) con Paola Roscioli, Dalila Cozzolino uno spettacolo in cui Perrotta regista intreccia l’universo di Pirandello ai Social Media: un loop di identità digitali dove chiunque può essere chiunque. Uno spettacolo per tutti, tra maschere antiche e schermi moderni.
Dopo la pausa agostana il rientro (28 agosto, Anfiteatro del Comune, Costa di Mezzate) è affidato a Federica Molteni di Luna & Gnac Teatro che propone il nuovissimo monologo “Ostinata, con brio” ossia la storia di Antonia Brico: in un mondo di auto e cinema, una direttrice non esiste. Da un vecchio piano recuperato alla sfida del podio, la sua è la lotta di chi trasforma il silenzio in musica.
Settembre vede come primo appuntamento (03 settembre, Auditorium Comunale, Orio al Serio) un viaggio nel teatro contemporaneo con un’attrice per la prima volta al Festival: Flavia Ripa con “Attilio”. Nell’Italia del ’91, un bimbo di 9 anni vive come un ottantenne, mandando in tilt la famiglia Indino. Un’unica attrice e i suoi elettrodomestici svelano, tra loop sonori e grottesco, i segreti di una casa-prigione.
Penultimo appuntamento (12 settembre, Auditorium Comunale, Chiuduno) con un debutto al Festival dei Les Moustaches che presentano l’apprezzatissimo “I cuori battono nelle uova”. Tre donne aspettano un figlio. Le pance si mostrano piene e levigate, ricordano tre bellissime uova, tanto forti quanto fragili, ma raccontano un vero e proprio inno alla vita.
La chiusura del Festival (19 settembre, CineTeatro Gavazzeni, Seriate in collaborazione con S.I.E.C. S.r.l. e BGY Milan Bergamo Airport per la Solidarietà) è affidata al teatro sociale e prezioso di Davide Iodice con la sua compagnia Scuola elementare del teatro APS. “PINOCCHIO che cos’è una persona?” trasforma il mito di Collodi in un’indagine antropologica profonda. Il “burattino” non è più solo legno, ma metafora di ogni marginalità e fragilità umana. Attraverso un teatro che si fa cura, l’opera interroga il confine tra oggetto e soggetto, chiedendosi cosa definisca davvero l’identità di una persona. L’altissimo valore del progetto risiede nel suo carattere sociale e inclusivo: nato da laboratori con persone con disabilità o in condizioni di disagio, il palco diventa uno spazio di autodeterminazione. Qui l’arte non mette in scena la “diversità”, ma restituisce dignità e voce a chi è spesso invisibile, rendendo il teatro un necessario atto di umanità collettiva.
Buon Festival!