La seconda edizione del Terre del Vescovado Teatro Festival era già pressoché approntata a febbraio 2020 e vedeva l’ingresso di due nuovi comuni, Bagnatica e Bolgare, che si sarebbero aggiunti ai sei già presenti nell’edizione del 2018: Albano Sant’Alessandro, Chiuduno, Costa di Mezzate, Gorlago, Pedrengo e Scanzorosciate. Le contingenze hanno bloccato tutto e la riunione avvenuta con il Comitato Turistico TdV ha messo la parola fine al progetto. Son perciò seguite le comunicazioni alle sette compagnie che avevamo tenuto in attesa di una risposta positiva o propositiva. La comprensione di una difficoltà generale ha mantenuto cordialità e disponibilità all’interno di discorsi mesti, ma certamente molto meno tristi di ciò che qui nella bergamasca stava accadendo. La solidarietà s’era già palesata nei mesi addietro quando oltre agli artisti di quest’anno anche quelli della precedente edizione del Festival, avevano telefonato per sapere come stessimo. La base del lavoro di Albanoarte Teatro è sempre stata l’umanità che crea relazioni e rapporti sociali d’amicizia, affetto e stima, ma anche di empatia, e quindi una parola di conforto è stata un valore aggiunto nel silenzio calato nel presente e sul futuro.
Una volta comprese le insidie dell’alta contagiosità del Covid-19 che avrebbero minacciato ciò che per noi è fondamentale, ossia la condivisione sociale e culturale che si crea nella preparazione di un evento e in modo più considerevole ‘durante’ il suo svolgimento, abbiamo fatto un passo indietro a tutela di questa ricchezza inalienabile. È stata una ‘scelta’ responsabile che inevitabilmente ha contribuito ad impoverire un settore, quello dello spettacolo, che ancora oggi non trova una nuova visione che deve urgentemente partire sia dalla politica sia dagli operatori culturali. Nel nostro piccolo, a tutti gli amici artisti, c’è stata la promessa di ritrovarci nel programma dell’estate 2021, nella speranza che la scienza nel frattempo sia capace di darci risposte e soluzioni certe. Abbiamo perciò completa fiducia nelle nostre intenzioni affinché tutti insieme si lavori perché ciò avvenga. Dobbiamo correggere la direzione puntando alla cultura, ed ai suoi lavoratori, come necessità primaria e non come patrimonio sacrificabile.

Enzo Mologni
Direttore Artistico Ass. Cult. Albanoarte Teatro