Ragioni culturali, ma soprattutto economiche tengono lontano il popolo dal teatro, mentre il teatro, per la sua intrinseca sostanza, è fra le arti la più idonea a parlare direttamente al cuore e alla sensibilità della collettività, mentre il teatro è il miglior strumento di elevazione spirituale e di educazione culturale a disposizione della società. Noi vorremmo che autorità e giunte comunali, partiti e artisti, si formassero questa precisa coscienza del teatro, considerandolo come una necessità collettiva, come un bisogno dei cittadini, come un ‘pubblico servizio’, alla stregua della metropolitana e dei vigili del fuoco…

Paolo Grassi

È una terra fertile quella del Vescovado, capace di accogliere lo scorso anno il collettivo artistico Saltamuretto e di volergli bene, tanto da continuare ad appoggiarne gli scopi e i progetti futuri, tanto da ibridarne la presenza su diversi ambiti tra cui il TdV Teatro Festival. Perché uno degli scopi di Saltamuretto è stato il ritorno alla relazione come atto politico di dialogo e costruzione di un tessuto sociale migliore. Lo sanno bene le attrici e gli attori, professionisti e amatoriali, ma anche spettatrici e spettatori, che l’anno scorso hanno vissuto l’esperienza di un Festival che è stato spettacolo ma anche laboratorio, incubatore esperienziale ma anche azione solidale verso le compagnie teatrali bergamasche. E qualcosa rimane in questa 3° edizione del Festival nella concretezza di uno spettacolo, di una condivisione progettuale o sottesa nella voglia di tornare presto a collaborare, nello scambio di competenze e infine, perché no, nella gioia di incontrare ancora su e giù dal palco persone speciali. Del resto Albanoarte Teatro ha da sempre puntato ad un teatro che parlasse alla collettività e creato relazioni umane ancor prima che artistiche… c’è ancora tanto da fare ma siamo su una buona ed avviata strada. E così il Festival organizza, oltre alle nove date in casa propria anche tre eventi “off” al Teatro San Giorgio di Bergamo, residenza viva del Teatro Prova, all’insegna della condivisione artistica e di pubblico creando un collegamento anticipatorio alle celebrazioni per la Capitale della cultura 2023. Così, sempre nel solco di Saltamuretto, il 9 luglio nel Cortile del Palazzo Comunale di Bolgare Federica Molteni di Luna e GNAC Teatro debutta con Cràpe dé lègn – Vita da burattinai con la regia di Alberto Salvi, nell’emozionante racconto di due artisti internazionali che il tessuto sociale lo conoscevano proprio bene, ossia Benedetto Ravasio e Pina Cazzaniga.

Ma il Festival esiste anche per riconnettere ciò che doveva accadere e che la pandemia ha bloccato, accordi presi poi mutati in sincere preoccupazioni ed ora trasformati finalmente in calorosi abbracci. Enrico Messina di Armamaxa torna all’Agriturismo Sant’Alessandro di Albano S.A., in veste di regista per Rita Pelusio, attrice tra le più originali dell’arte comica contemporanea. Il 23 giugno La Felicità di Emma ci parlerà del fine vita grazie ad una favola ironica, provocatoria e commovente.

Una beniamina di Albanoarte calca di nuovo le scene del Festival il 7 luglio al Palatenda della Biblioteca Comunale di Seriate, ‘energia pura’ Antonella Questa porta Affari di Famiglia, un nuovo lavoro che crea un focus su un tema insolito come quello delle aziende a conduzione famigliare. Al Parco Comunale di Gorlago il 16 luglio tremeranno gli alberi per la caustica scrittura di Gabriele Di Luca portata in scena da Beatrice Schiros protagonista dei grandi successi di Carrozzeria Orfeo, una delle artiste più acclamate del teatro italiano, dotata di una comicità imprevedibile e irriverente. “Stupida Show! Capitolo 1 – Cattivi Pensieriè sconsigliato ai minori di 14 anni.

Dopo un inizio al femminile, il 22 luglio negli spazi antichi della Cascina Donecco di Scanzorosciate, il talentuoso Danny Bignotti diretto da Giacomo Andrico in Il sole nero – Michelangelo Merisio da Caravaggio, da corpo alle luci ed ombre di un’artista ricco d’umanità e di tormenti. Tocca poi alla compagnia ScenaMadre e al suo intenso Tre proporre il 5 agosto, nella straordinaria cornice di Villa Conti Sottocasa a Pedrengo, una riflessione originale sul tema della famiglia, su quell’equilibrio da ricercare tra fantastici momenti ‘alti’ e faticose fasi ‘basse’.

La seconda parte del Festival inizia nell’anfiteatro comunale di Costa di Mezzate il 26 agosto. Davide Gasparro offre ricchezza di sguardo e capacità di riempire la scena in Paolo spettacolo su Paolo Grassi, fondatore del Piccolo Teatro assieme a Strehler, sovrintendente della Scala, presidente RAI e tanto altro… Un ‘poeta dell’organizzazione’, come amava definirsi che metteva poesia ogni giorno, nei piccoli gesti, nelle parole gentili, nell’amore per il proprio lavoro, dando significato ad ogni momento vissuto come unico. Il 31 agosto in Piazza Primo Maggio a Bagnatica è la volta di un gradito ritorno sui palchi di Albanoarte, su cui giovanissimi debuttarono quasi dieci anni fa, ossia le splendide voci de La Dual Band. With a little help from my friends è un affascinante concerto in canto che ripercorre la parabola artistica dei Beatles, il tutto raccontato da un pianoforte e da un quartetto vocale che a sua volta fa tutti gli strumenti.

Si chiude in provincia con uno spettacolo da recuperare, qualora non lo si sia visto, o assolutamente da non perdere; Il nulla – The voiddi Aia Taumastica con l’ispirata regia di Massimiliano Cividati sarà il 16 settembre all’Auditorium di Chiuduno. Uno spettacolo sorprendente, agìto, ballato, cantato, raccontato da cinque corpi in scena che esplodono e stridono nel grigio di cui sono rivestiti. Potrebbe stroncare, potrebbe essere un incubo soffocante, invece è un bel respiro, profondo.

Il giorno dopo, il 17 settembre prende il via al Teatro San Giorgio di Bergamo, Teatro Prova, il primo dei tre appuntamenti che chiudono il Festival: Topi della compagnia Usine Baug. Spettacolo vincitore del Premio Scenario Periferie 2021, racconta i fatti del G8 di Genova in modo intelligente e originale. Il 23 settembre è il sorprendente Tommaso Banfi a calcare le scene del Prova con una performance sorprendentemente organica, umida, rotta, arresa, così tecnicamente sofisticata da far scomparire l’attore. Cattivo racconta la storia di un detenuto condannato all’ergastolo e ‘dimenticato’ nella cella di isolamento di un carcere-isola. Chiude il 30 settembre un’altra amica di Albanoarte Giuliana Musso, artista carismatica e di grande empatia che porta di nuovo a Bergamo l’intimo e materno Mio Eroe, monologo ispirato alla biografia di alcuni dei 53 militari italiani caduti in Afghanistan, imperdibile.

Tutti gli spettacoli che si svolgeranno nelle Terre del Vescovado saranno seguiti da una piccola degustazione gratuita curata da diverse aziende operanti nel territorio.
Biglietto € 10 con prenotazione consigliata e solo tramite: www.albanoarte.it/prenotazioni.

Il sodalizio tra Albanoarte Teatro, Terre del Vescovado cui si aggiunge il Teatro Prova, propone un Festival all’insegna della qualità da vivere necessariamente con passione, curiosità e sensibilità, tutti insieme a ridosso di un palco pieno di meraviglia.

Enzo Mologni
Direttore Artistico Ass. Cult. Albanoarte Teatro