È il 1990 quando Isacco Milesi, artista visivo, attore e regista, dà il via ad una corrente culturale che ha l’intento di portare una nuova visione artistica in Albano S.A. Successivamente, nel corso del mese di Giugno’’91 e all’aperto, mostre, performance, eventi musicali e teatrali sono organizzati da un gruppo di lavoro eterogeneo che riunisce molte anime artistiche e sportive del paese. Si formerà in seguito il gruppo teatrale Albanoarte che si specializza poi nella realizzazione di commedie, drammi e nell’organizzazione dell’annuale Stagione Teatrale che prende il via nel ’92 con l’inaugurazione del rinnovato Teatro don Bosco all’interno dell’Oratorio del paese. Il Teatro è sin da subito vissuto in modo sinergico dalla comunità religiosa (in particolare dall’affezionatissimo don Franco Lanfranchi e da don Tino Vavassori), che ne è proprietaria, da quella sociale che l’anima e lo mantiene e da quella politica (nelle amministrazioni Ezio Piccinelli e Gianmario Zanga).

Isacco Milesi è Direttore artistico della Stagione Teatrale Albanoarte ed opera in particolare per creare una cultura teatrale all’interno del paese, nonché realizzare una rete di collaborazione tra le più rilevanti compagnie della bergamasca. Calcano il palco del don Bosco: Erbamil, Teatro del Nodo di Bergamo, Teatro e Dintorni, CUT di Bergamo, Teatrattivo, i Burattini di Daniele Cortesi, Teatrodaccapo, Osvaldo Ardenghi, I Guitti, Teatro dei Contrasti, Teatro Musica, Gruppo Masnada, Ass. Sangenesio, Lab. Globetrotter, Lab. per la Commedia dell’Arte, Fanalini di coda; ma anche le migliori dialettali presenti sul territorio: Stabile “Emma Fucili” del Ducato di Piazza Pontida, Compagnia “Franco Barcella” (San Paolo d’Argon), Compagnia Aurora (Villa D’Almè), Compagnia “Carlo Bonfanti” (Treviglio), Filocomica Colognese, Compagnia Isolabella (Villongo), Teatro dialettale di Bagnatica. La volontà di ampliare il raggio d’azione porta Isacco ad uscire dalla provincia coinvolgendo rilevanti realtà tra cui Coltelleria Einstein (Novara), Compagnia Teatrale Carovana (Biella), Bove e Limardi, e Paolo Nani, primo artista di caratura internazionale.

Accanto a professionisti del teatro risulta fondamentale l’apporto di realtà locali che hanno sposato gli scopi di Albanoarte. La Scuola Je Danse diretta da Ghislaine Crovetto e Lilliana Berta, la Scuola di Musica Amadeus diretta da Giovanni Andreani (che in questi anni curerà più di una ventina di concerti tra Classica e Jazz), il Club delle Alci sotto la guida di Lorenzo Cortesi e Licia Tacconi e il gruppo teatrale albanoarte.

È un periodo fervido per il gruppo teatrale albanoarte, che con i suoi volontari anima la Stagione Teatrale. I registi sono Isacco Milesi e Pasquale Martiniello, formatisi entrambi alla Scuola del Teatro alle Grazie di Bergamo. Propongono spettacoli molto vari che spaziano dal repertorio classico fino a scritture originali, che seguono il corso dei tempi a volte anticipandone i cambiamenti sociali.

Isacco Milesi scrive, dirige ed è scenografo dei propri spettacoli. È interessato ad un maggior coinvolgimento numerico d’attrici ed attori, nonché di maestranze e attraverso corsi di recitazione forma il gruppo nel corso dei primi cinque anni. Suo l’evento iniziale della storia di Albanoarte ossia il “Teatro da cortile” (’91), spettacolo estivo di prosa e musica nel cortile del Vicolo Castello in cui una trentina di persone recitano sui balconi e dalle finestre utilizzando un registro linguistico misto al dialetto. Nasce anche la Sciùra Teresina, personaggio archetipo della zittella bergamasca, interpretato en travesti da Luigi Vismara. È poi il turno in sede teatrale, della commedia francese “La palla al piede” (’93) di Georges Feydeau, unico spettacolo d’altro autore, tant’è che l’anno successivo Isacco scrive due atti unici tragicomici “Funerale di un clown” e “Regalo di Natale” (’94) ambientati in un circo e tra i clochard. Prende via una personale linea stilistica in cui alto e basso, comico e drammatico si mescolano a messaggi sociali e spirituali, con uno sguardo preferenziale sul tema della diversità. Nascono piccoli gioielli come “Un’idea della Madonna” (’96), una commedia che mette alla berlina le finte apparizioni, “Atti osceni” (’98), quattro farse su vizi e tabù contemporanei, “Una parentesi tra le nuvole” (2000), che tratta l’esistenza dell’Aldilà. Nell’estate del 2000 il gruppo teatrale festeggia i primi dieci anni di attività con un varietà farsesco-musicale, tornando nel cortile del Vicolo Castello: “Tutti albanesi sotto le stelle” vede la ricomparsa della Sciùra Teresina.

Pasquale Martiniello, invece, riscrive e dirige classici del repertorio teatrale, richiedendo le scene al collega Isacco, con il quale si alterna annualmente, e lavorando con una équipe ridotta. “Il pedante” (’92) di Francesco Belo è il primo spettacolo in cui il gruppo si confronta egregiamente con la Commedia dell’Arte ed è anche la prima messinscena nel Teatro don Bosco. Con “I burosauri” (’95) di Silvano Ambrogi, affronta umoristicamente la tematica del lavoro e delle faide in ufficio ma è con “Amleto” (’97) di William Shakespeare, che avviene un triplo salto mortale nella ricerca teatrale della compagnia alla prova, durissima, con il classico del Bardo. “Ecce Homo” (’99) è l’adattamento della passione di Cristo tratta da Jacopone da Todi, in cui lo staff creativo scrittura una quarantina di comparse tra i paesani di Albano per un risultato da colossal.

Nei primi dieci anni oltre a moltissime mostre d’arte, Isacco Milesi ha firmato con Adriana Vismara anche due Presepi Viventi, il primo memorabile nel medievale Vicolo Castello nel ’96, il secondo più impegnativo e scenografico nel ’98 ambientato nell’Oratorio in collaborazione con il Club delle Alci.