Nel 2012 si costituisce l’Associazione Culturale Albanoarte Teatro riconoscendo all’interno dello statuto il gruppo teatrale omonimo. Lisa Tasca lascia il posto alla segreteria nelle mani già esperte di Clementina Rizzetti, da tempo abituata a realizzare eventi e convention. Nell’esplorazione di nuove modalità di vivere la produzione teatrale vengono sostenuti i primi spettacoli esterni: “Augmented Pinocchio” di Michele Cremaschi (vincitore dell’E45 – Napoli Fringe Festival) e “Moztri! Inno all’Infanzia” di Luna e GNAC Teatro.
Sono cinque anni in cui Albanoarte deve risalire la china perché pur proponendo spettacoli di qualità il numero di spettatori è calato. Negli ultimi anni, durante le varie edizioni delle Notti bianche di Albano Sant’Alessandro, sono state ideate performance provocatorie per sensibilizzare il paese. Ma la svolta avviene quando nell’edizione 2012/13 il manifesto riporta un grafico che mostra il calo medio degli spettatori a spettacolo. È un’idea ingegnosa dell’attore Gianluigi Corna ed il ritratto è sconfortante perché da una media di 214 spettatori (’97) si passa a 122. La visione del freddo diagramma è certamente un colpo al cuore ma risulta utile: il pubblico torna finalmente a riempire il Teatro don Bosco, gli abbonati salgono di numero e anche il sostegno degli sponsor aumenta (in particolare Montello Spa e ACS Dobfar Spa). Nuovo sindaco nel 2012 è Maurizio Donisi che, con l’Assessore alla Cultura Claudia Vanoncini, aumenta il sostegno e il contributo economico ad Albanoarte, riconoscendola come fiore all’occhiello di Albano.
Si organizzano di nuovo laboratori con professionisti del teatro quali Stefano de Luca (regia), Antonella Questa (improvvisazione) e Ambra D’Amico (tecnica vocale) e in cui partecipano anche esterni all’associazione.

Gli ultimi cinque anni risultano il periodo più stimolante ma anche più complicato della gestione della rassegna che cambia denominazione in Albanoarte Teatro Festival. La burocrazia, le normative, l’edificio teatrale che fa sentire i suoi anni e quindi le preoccupazioni della proprietà, rallentano i progetti ma tutto viene superato nell’ottica dell’obiettivo culturale da raggiungere. Il festival richiama pubblico dal Nord Italia e si fa conoscere per la varietà della proposta. Nomi amici e amati dal pubblico sono affiancati da emergenti già affermati: Compagnia Pastori Martinelli, Lucilla Giagnoni, Giuliana Musso, Gianluigi “Igi” Meggiorin, Beatrice Schiros, La Danza Immobile di Corrado Accordino, La Dual Band, Claudio Lauretta, Armamaxa Teatro, Antonella Questa, Luca Notari e Stefania Fratepietro, Marta Cuscunà, Luna e GNAC Teatro, Mario Perrotta, Teatro l’Idea di Sambuca di Sicilia, Simone Cristicchi, Giacomo Agosti, Generazione Disagio, Aia Taumastica, A.M.O., Raul Cremona, Carrozzeria Orfeo, Piccolo Teatro di Milano, Teatro dell’Orsa, Nina’s Drag Queens, Teatro Franco Parenti, Ale e Franz e Teatro dell’Argine. Ma per lo staff di Albanoarte la sfida più impegnativa e unificante è certamente “Micro” della Compagnie Dernière Minute (Toulouse), direttamente dal cartellone ufficiale del Festival di Avignone, da molti considerato l’evento culturale della bergamasca nel 2014.
Rimangono le collaborazioni con le realtà del territorio come la Compagnia “F. Barcella”, Teatro e Dintorni, Teatrattivo, Compagnia Sperandeo e gli annuali appuntamento con Scuola Je Danse, Club delle Alci (che calca la scena per l’ultima volta nel 2013) e il gruppo teatrale albanoarte. In convenzione con il Centro Anziani del paese sono ospitate le dialettali Compagnia del Mercato, Isolabella (Villongo), Spolveriner (Gorlago), Le Peonie (Montello).

Il gruppo teatrale albanoarte vede avvicendarsi alla regia Isacco Milesi e Isabella Burgo, che aveva cominciato come attrice nel “Don Canini” proprio del Martiniello. Isacco scrive e dirige “Teàter de Guèra” (’13) commedia che racconta la Seconda Guerra Mondiale tramite la piccola storia di una compagnia di giro. Segue poi “La fortuna di chiamarsi Abdul” (’15) una brillante commedia sull’immigrazione e le paure ad essa legata (vincitrice del Concorso Benvenuto Teatro). L’ultima messinscena agrodolce a calcare le scene nel Teatro don Bosco è “Alla prossima!” (’17), con la quale si congeda anche una parte dell’equipe attoriale, dopo ben 26 anni di teatro.
Isabella Burgo lavora maggiormente sul concetto di teatro danza in “L’abbraccio” (’14) sui rapporti affettivi e “Risvegli” (’16), ispirato al saggio di Oliver Sacks, con il quale si presenta con il nome La farfalla bianca, un nuovo gruppo con cui portare avanti la propria ricerca stilistica.
Enzo Mologni chiude l’esperienza al don Bosco con “Le belle idee per cui si muore” (’15) reading letterario e poetico sulla Prima Guerra Mondiale, con la direzione musicale di Giovanni Andreani.

Come tutti i migliori romanzi, nel momento di massimo successo l’associazione è costretta a lasciare il Teatro don Bosco, ormai privo di alcune caratteristiche richieste per operare in sicurezza. L’ultima data della rassegna è il 19 Marzo 2017 e dopo 26 anni di attività Albanoarte non ha più una casa da abitare.