Caricamento Eventi

« Tutti gli Eventi

“Qualcuno, nessuno, centomila – Pirandello in loop”

Agosto 1, 2026 - 21:15

Villa Conti Sottocasa – Pedrengo
maltempo: Sala polivalente “Vincenzo Signori”
PerMar Compagnia Mario Perrotta
“Qualcuno, nessuno, centomila – Pirandello in loop”
regia Mario Perrotta
con Paola Roscioli, Dalila Cozzolino
drammaturgia Mario Perrotta, Dalila Cozzolino
da Luigi Pirandello
produzione Permar Compagnia Mario Perrotta
con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Emilia Romagna

Sotto il cielo di Villa Sottocasa, le maschere di Pirandello si specchiano nei nostri smartphone. Una notte magica dove il teatro antico e il loop digitale si fondono, svelando chi siamo davvero tra le ombre del parco e i riflessi del web.

Lo spettacolo nasce da un rapporto profondo, antico e mai interrotto tra Mario Perrotta e l’opera di Luigi Pirandello. Un legame che affonda le radici nella formazione filosofica di Perrotta e nel suo stesso debutto sulle scene, e che negli anni si è trasformato in un dialogo vivo, necessario, capace di rinnovarsi a ogni incontro con il presente. Qualcuno nessuno centomila si configura come una nuova tappa di questo percorso: un’indagine teatrale sul tema dell’identità, che prende le mosse dalle intuizioni “psicoanalitiche” pirandelliane per attraversare il nostro tempo.
Al centro, la molteplicità delle maschere che ciascuno indossa per esistere, una riflessione che, se nel Novecento aveva un carattere rivoluzionario, oggi trova una risonanza ancora più potente nell’epoca digitale. I social media amplificano all’infinito questo gioco di travestimenti, generando un loop continuo di rappresentazioni di sé e trasformando la rete in una zona franca in cui è possibile essere, contemporaneamente, qualcuno, nessuno e centomila. Ma lo spettacolo non si limita a tradurre Pirandello in chiave contemporanea. Si costruisce piuttosto su uno slittamento continuo tra piani diversi: tra teatro e vita, tra finzione e realtà, tra i personaggi pirandelliani e le nostre esperienze quotidiane. Figure come Enrico IV, L’uomo dal fiore in bocca, Ciampa de Il berretto a sonagli, il Signor Moscarda di Uno, nessuno, centomila non vengono semplicemente evocati, ma interrogati nella loro capacità di parlarci ancora oggi. Cosa resta delle loro inquietudini? Quanto ci appartengono le loro fratture interiori? In questo attraversamento, le intuizioni di Pirandello si rivelano ancora vive e necessarie: mettono in crisi l’idea di un io stabile, mostrando invece un’identità fragile, plurale, continuamente ridefinita nello sguardo degli altri. Lo spettacolo si muove proprio dentro questa instabilità, senza offrire risposte né soluzioni, ma scegliendo di osservare – quasi spiare – le nostre abitudini più quotidiane. È lì, nei gesti ripetuti e apparentemente innocui, che si manifesta forse una nuova incrinatura: una frattura sottile nel rapporto tra noi stessi e il mondo.
“Lo spettacolo nasce da un rapporto profondo, antico e mai interrotto tra Mario Perrotta e l’opera di Luigi Pirandello. Un legame che affonda le radici nella formazione filosofica di Perrotta e nel suo stesso debutto sulle scene, e che negli anni si è trasformato in un dialogo vivo, necessario, capace di rinnovarsi a ogni incontro con il presente.
“Qualcuno, nessuno, centomila” si configura oggi come una nuova tappa di questo percorso: un’indagine teatrale sul tema dell’identità, che prende le mosse dalle intuizioni “psicoanalitiche” pirandelliane per attraversare il nostro tempo.
Al centro, la molteplicità delle maschere che ciascuno indossa per esistere, una riflessione che, se nel Novecento aveva un carattere rivoluzionario, oggi trova una risonanza ancora più potente nell’epoca digitale. I social media amplificano all’infinito questo gioco di travestimenti, generando un loop continuo di rappresentazioni di sé e trasformando la rete in una zona franca in cui è possibile essere, contemporaneamente, qualcuno, nessuno e centomila.
Ma lo spettacolo non si limita a tradurre Pirandello in chiave contemporanea. Si costruisce piuttosto su uno slittamento continuo tra piani diversi: tra teatro e vita, tra finzione e realtà, tra i personaggi pirandelliani e le nostre esperienze quotidiane. Figure come Enrico IV, L’uomo dal fiore in bocca, Ciampa de Il berretto a sonagli, il Signor Mostarda di Uno, nessuno, centomila non vengono semplicemente evocati, ma interrogati nella loro capacità di parlarci ancora oggi. Cosa resta delle loro inquietudini? Quanto ci appartengono le loro fratture interiori?
In questo attraversamento, le intuizioni di Pirandello si rivelano ancora vive e necessarie: mettono in crisi l’idea di un io stabile, mostrando invece un’identità fragile, plurale, continuamente ridefinita nello sguardo degli altri. Lo spettacolo si muove proprio dentro questa instabilità, senza offrire risposte né soluzioni, ma scegliendo di osservare – quasi spiare – le nostre abitudini più quotidiane. È lì, nei gesti ripetuti e apparentemente innocui, che si manifesta forse una nuova incrinatura: una frattura sottile nel rapporto tra noi stessi e il mondo”. (Mario Perrotta)

(Foto Luigi Burroni)

A seguire degustazione a cura di Ente di Promozione Turistica Terre del Vescovado
Evento realizzato con il contributo del Comune di Pedrengo

Dettagli

Data:
Agosto 1, 2026
Ora:
21:15
Categoria Evento: