In Albanoarte avviene il primo cambio al timone. La Stagione Teatrale è affidata ad Enzo Mologni, storico collaboratore di Isacco Milesi. L’obiettivo della nuova Direzione artistica è mantenere una continuità, rilanciare la rassegna con l’ottica d’ospitare importanti realtà nazionali ed internazionali affiancate ad artisti emergenti, proporre spettacoli più sperimentali ed ostici per continuare quella formazione alla cultura teatrale messa in campo nei primi quindici anni. È un periodo in cui il costo della vita aumenta, con l’assestarsi del cambio Lira/Euro, ma ostinatamente il biglietto rimane a prezzo popolare e quindi l’unica soluzione è il coinvolgimento di sempre più sponsor. Alla rete delle botteghe locali si aggiungono importanti realtà industriali del territorio. Inoltre al gruppo teatrale albanoarte viene richiesta una replica della scorsa produzione, a chiusura di un anno di tournée e la produzione di più eventi (si arriverà a quattro all’anno).
Il Teatro don Bosco poi comincia ad aver bisogno di lavori di manutenzione ed il riscaldamento in inverno è un vero problema in una sala da quasi 300 posti ma strutturalmente molto alta. Poco alla volta la classica formula temporale autunno/inverno dovrà essere abbandonata (dall’edizione 2010/11 diviene autunno/primavera). Avviene anche l’avvicendamento tra i curati don Sergio Carrara (indimenticabile la farsa d’addio creata dal gruppo teatrale albanoarte) e don Matteo Carrara, che si sostituisce nel sostenere in modo convinto il progetto, tant’è che accetta la proposta di non riscuotere l’annuale canone d’affitto a favore di un mantenimento funzionale del teatro da parte dell’associazione. Nel 2010 si ritira a vita privata don Franco Lanfranchi e nuovo parroco diviene don Gianmario Aristolao.

Il coraggio di uscire dalla stretta cerchia della realtà locale e la continua fiducia delle Istituzioni, della Parrocchia, degli sponsor e del pubblico hanno reso possibile l’arrivo in rassegna di nomi degni dei migliori palchi italiani: Armamaxa Teatro, Teatro della Cooperativa, Slapsus, Teatri Possibili, Amedeo Romeo, Faber Teater, Quelli di Grock, Teatro Necessario, Filippo Plancher, Gli Oblivion, Araucaima Teater, Fabrizio Fontana, Jashgawronsky Brothers, Teatro Prova, Compagnia Facchetti-De Pascalis, Lupusagnus. L’apice è raggiunto con l’arrivo nel 2008 del Mercadante Teatro Stabile di Napoli con il “Gomorra” di Roberto Saviano. Mentre nel 2010, per festeggiare il ventennale di attività, arrivano due ospiti internazionali, la Compagnie Dare D’Art (Nîmes) con “Albertine Sarrazin” (presente al Festival d’Avignone off) e la Familie Flöz (Berlino) con “Ristorante Immortale”.
Grazie al contributo lavorativo di tutti i volontari i costi s’abbattono e Albanoarte riunisce in un’unica agorà appassionati della cultura senza distinzioni di classe. Scuola Je Danse, Scuola di Musica Amadeus, Club delle Alci e il gruppo teatrale albanoarte continuano a produrre spettacoli sempre più sperimentali, grazie all’assimilazione e restituzione di tutto ciò che di professionistico passa sul palco del Don Bosco. Rimangono anche le collaborazioni con altre realtà del territorio bergamasco come Teatro e Dintorni, Teatrattivo, Maniadarte e Fondazione Benedetto Ravasio. Quest’ultima, tramite Bruno Ghislandi, proporrà compagnie di Teatro di Figura inserite in contemporanea nel prestigioso cartellone “Danze Macabre”: Pietro Roncelli, Compagnia L’Aprisogni e Paolo Paparotto.
La Direzione artistica decide poi un taglio dell’offerta dialettale a causa del fiorire di rassegne ad hoc nei paesi limitrofi. Resta fissa la collaborazione annuale con i bravissimi amici della Compagnia “F. Barcella” ed uno spettacolo ulteriore in cui portare nomi più o meno conosciuti del settore, in convenzione con il Centro Anziani del paese: Le Peonie (Montello), Incontri (Bolgare), Chillaert (Pradalunga).

È un momento d’oro per Albanoarte che si avvale della collaborazione di una sessantina di persone, tutte unite nella volontà di fare e portare arte e cultura sul territorio. Nel 2009 viene rinnovato anche il palcoscenico del don Bosco grazie allo sponsor I Falegnami srl e alla manovalanza del GFO, gruppo di genitori dell’Oratorio che Albanoarte aiuta nella realizzazione dello spettacolo di Santa Lucia per bambini e bambine. Il gruppo teatrale albanoarte aumenta le produzioni e continua la sperimentazione con altre regie.
Isacco Milesi torna a scrivere e dirigere commedie agrodolci aggiungendo un aspetto musicale costante. “L’ultima sposa – un’altra storia d’amore” (’07) affronta di nuovo il tema della diversità mentre “Carissimi fantasmi” (’09) è una divertente commedia-giallo che gioca con lo spiritismo e riporta il gruppo teatrale in tournée per la bergamasca. “Regalo di Natale” (’10) è invece una riscrittura di un precedente atto unico, una fiaba metropolitana ambientata nel mondo dei senzatetto. Nel 2011 Albanoarte organizza una piccola rassegna estiva nel cortile del Vicolo Castello e Isacco scrive “La Sciùra Teresina”, un varietà per il ventennale dell’associazione.
Pasquale Martiniello chiude il suo viaggio in Albanoarte con la farsa “Il Promesso Sposo di Forlimpopoli” (’08) e lascia perciò spazio a nuove collaborazioni. Ne sono l’esempio: la fiaba ecologica “Vieni c’è un teatro nel bosco” (’09) scritto e diretto da Giuseppe Nespoli, recitata tra i sentieri della Valle d’Albano; “I promessi sposi” (’11) messinscena ispirata all’opera manzoniana, scritta e diretta da Isabella Burgo, che chiude un’emozionate mini-tournée nell’ottocentesco Teatro Comunale di Sambuca di Sicilia; “L’importante è che ti diverti” (’12), sempre di Isabella, sul mondo del calcio giovanile.
Enzo Mologni firma le regie di altri tre spettacoli con una formazione più agile, avvalendosi dell’aspetto produttivo di Albanoarte Teatro: “Hänsel e Gretel” (’07) spettacolo musicale inspirato al mondo incantato di Bruno Bettelheim; “Gialla Farfalla” (’11) recital sulla Shoah da un’idea di Gianfranco Piersanti, messo in scena in un capannone industriale in disuso; “Bombyx Mori” (’12) intenso dramma popolare scritto con Grazia Vecchi e Gianluigi Corna, certamente lo spettacolo più completo degli ultimi anni. Per tutte le produzioni Enzo s’avvale della preziosa e concreta direzione musicale di Giovanni Andreani.