È un piccolo viaggio attraverso il mondo teatrale e poetico di Giorgio Gaber, la cui produzione ha avuto sempre l’apporto di Sandro Luporini. Entrare nel mondo di Gaber è come ripercorrere non solo la fase politica e sociale degli ultimi decenni italiani, ma anche, e soprattutto, entrare nelle nostre miserie personali e affrontarle emozionalmente. Il percorso è stato centrato sulle pagine in cui gli autori, Gaber e Luporini, differenziandosi dall’altra principale tematica affrontata, il sociale, danno maggior spazio ad un’analisi della nostra esistenza, attraverso riflessioni e confessioni su amore, amicizia, gioia, dolore che nella loro prosa quasi diventano personaggi essi stessi.
Questi racconti-monologhi teatralizzati sembra abbiano in comune un unico interrogativo, quello di capire a che punto stiano i nostri sentimenti. Anche i momenti musicali sono costruiti su un arco teatrale preciso e solo raramente sono canzoni da ascoltare fuori dal contesto in cui vengono presentate. L’intento degli autori, infatti, non va nella direzione dell’orecchiabilità ripetibile, ma di una comunicazione che ha come peculiarità l’impatto immediato che avviene al momento dell’esecuzione. Lo spettacolo vuole quindi avere la caratteristica del Teatro-Canzone, formula tanto cara agli autori.