Lo psicologo Erich Fromm, nel ’59, sosteneva che tutta la faticosa attività dei bambini, consiste nel tentativo di orientarsi in un mondo nuovo e di afferrare il significato delle novità attraverso l’esperienza: “Sono perplessi, sorpresi, capaci di meravigliarsi ed è appunto per questo che la loro reazione è creativa. Però la maggior parte degli uomini perde questa capacità di ammirare e di restare stupita, una volta immessa nel processo educativo. Quasi tutti credono che sarebbe loro dovere sapere tutto e ritengono di conseguenza che il rivelare sorpresa o perplessità (…) sia un segno di ignoranza. Il mondo perde la sua caratteristica di essere colmo di meraviglie, viene accettato tranquillamente così com’è. Ma in realtà la capacità di sentirsi perplessi è la premessa di qualsiasi creazione”.
Il cortometraggio “Oltre, ritrovare l’inatteso” ci porta nel contemporaneo, nella vita di una bambina che svogliatamente si sta recando a Scuola. Ma quella mattina qualcosa è differente dalla solita routine e Matilda se ne accorge subito… c’è il portone aperto in una villa antica che lei ha sempre visto chiusa, di cui nel tempo ha fantasticato storie da fiaba…