Per la Giornata Internazionale della Memoria 2025, Albanoarte Teatro, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Albano Sant’Alessandro, propone una lettura drammatizzata, accompagnata da musiche eseguite alla chitarra, che richiama sin dal titolo al famoso saggio “Italiani, brava gente?” di Angelo Del Boca, che per primo provò a smontare lo stereotipo positivo dell’italiano buono e compassionevole contrapposto al tedesco cattivo e senza cuore.
Attraverso una scelta ragionata dei brani, il reading, facendo leva tanto sul coinvolgimento emotivo quanto sullo spirito critico degli spettatori, mira ad una piena presa di coscienza e ad una altrettanto piena assunzione di responsabilità degli italiani, anche rispetto al genocidio perpetrato ai danni degli Ebrei. Contro ogni facile e rassicurante autoassoluzione storica, lo spettacolo proposto è un appello etico ed accorato a smettere definitivamente i panni delle vittime per riconoscere il ruolo di carnefici che molti “bravi italiani” furono ben lieti di interpretare attivamente, non solo per rendere giustizia alle sofferenze dei tanti esseri umani investiti dalla violenza della storia, ma anche per riconoscere che gli errori del passato continuano ad interpellarci davanti ai drammatici avvenimenti attuali. A rendere ancor più spiazzante quanto viene raccontato, le musiche non sono altro che famose canzoni leggere italiane degli anni ’40, colonna sonora quotidiana di un periodo buio della nostra storia.
In un periodo storico in cui l’indifferenza e l’egoismo stanno sempre più prendendo forma, un atteggiamento mentale verso il Pianeta e la comunità umana che genera e giustifica espressioni del tipo “non posso salvare il mondo da solo”, “cosa posso farci, io?”, questo spettacolo vuole ricordare come già in passato la mancanza di un’autonomia di pensiero abbia generato concreta disumanità. Un egoismo contemporaneo che oltre ad essere vizio della emotività, genera una gigantesca, sottostimata, carenza nella capacità di interpretare l’esperienza sociale, le priorità economiche e le nostre responsabilità: l’egoismo dell’ignoranza.