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Il viaggio necessario
“Statemi dunque a sentire: io sono sceso quaggiù a cercare un poeta. Per farne che, direte voi? Perché la nostra città possa salvarsi e mantenere il suo teatro”.
Così parla Dioniso, dio del teatro, nella commedia Le Rane che Aristofane mette in scena nel 405 a.C. in uno dei momenti più duri per Atene. La trentennale guerra del Peloponneso sta finendo nel peggiore dei modi e la città assiste impotente all’eclissi del senso di comunità, all’acuirsi del degrado culturale. Nel frattempo i migliori poeti e tragediografi greci se ne sono andati all’altro mondo. Aristofane conosce l’importanza politica e sociale del teatro e allora immagina Dioniso scendere nell’Ade per riportare ad Atene almeno uno dei suoi grandi poeti, per risollevare la città perché: “la polis non si salva senza cultura, senza sapienza”.
In questi tempi dolorosamente e tragicamente privi di pace sembra che Aristofane, per bocca del dio, si stia rivolgendo a noi, ad una buona parte della collettività che sta smarrendo l’amore per le Arti, all’Italia dell’abbandono scolastico in cui si legge pochissimo, si scrive a vanvera e si parla di cultura soprattutto per scandali, inchieste e tagli. Questo viaggio nell’Aldilà è oggi metafora del periglioso percorso da intraprendere alla ricerca di tutte le anime artistiche che danzano, cantano e sognano dove nessuno può percepirle. Certo non servirà solo riunirle in un teatro… affinché il loro canto sia inebriante, bisognerà incoraggiarle con proposte illuminate, splendida partecipazione e fervidi pensieri. E allora svegliamoci! Dobbiamo agire insieme per risolvere i problemi che affliggono questi tempi, per restituire voce e linfa alla cultura e quindi una speranza alla nostra società.
P.S. Lo sapevate che ai tempi di Aristofane le persone ricevevano due oboli per andare a teatro, come indennizzo della giornata di lavoro perduta?
Enzo Mologni
direttore artistico
Albanoarte Teatro ETS
Albanoarte Teatro ets e l’Ente di Promozione Turistica Terre del Vescovado creano la VI edizione del Terre del Vescovado Teatro Festival. Nove eventi in location differenti, con nomi noti del panorama nazionale, puntano a creare coesione sociale attraverso la condivisione del rito teatrale e l’attivazione di dinamiche che permettano il fluire d’emozioni, riaffermando un’idea di cultura ispiratrice (grazie ai temi degli spettacoli) e partecipata che si genera nella relazione con gli spazi urbani vissuti collettivamente. La promozione di un teatro di qualità vuole richiamare il pubblico all’antico e puro concetto greco di “Agorà”. Proprio per questo alla fine di ogni evento è proposto un momento di condivisione, con un piccolo assaggio di prodotti offerti da aziende vitivinicole locali, in cui scambiare pareri su quanto esperito, grazie anche alla presenza della compagnia teatrale con cui dialogare delle tematiche appena affrontate.
L’avvio del Festival (3 luglio, Agriristorante Sant’Alessandro, Albano S.A.) è affidato ai giovani talentuosi della Compagnia Poveri Comuni Mortali che propone “Tortellini e il giorno in cui furono inventati”, vincitore del Premio drammaturgia “Extreme Contemporain” 2020 e secondo classificato al Premio “Attilio Corsini” 2021. In scena una sottile, sarcastica e pungente critica al potere, ai i suoi meccanismi e al dualismo che ne è alla base tra “alto” e “basso”, buoni e cattivi.
Nel secondo appuntamento (9 luglio, Cortile del Palazzo Comunale, Bolgare) stand up comedy, slam poetry e teatro si incontrano nel duo formato da Lorenzo Maragoni (salito alle cronache per essere stato il poeta contemporaneo di Italia’s got talent ’22) e Niccolò Fettarappa. “Solo quando lavoro sono felice” è uno spettacolo che ha la capacità di affrontare temi urgenti del contemporaneo, come il rapporto tra lavoro e felicità, con un linguaggio transgenerazionale condotto con lucidità drammaturgica e performativa. A distanza di dieci giorni (19 luglio, Parco Comunale, Gorlago) ecco un graditissimo ritorno al TdV, Mario Perrotta (pluripremiato UBU) in “Nel blu – avere tra le braccia tanta felicità”, un viaggio teatrale e musicale nella vita del grande Modugno e nella storia di quell’Italia degli anni ’60 piena di ottimismo e capace di volare: un vero e proprio inno alla felicità. Accompagnano Perrotta tre amici e musicisti, Vanni Crociani al pianoforte e alla fisarmonica, Massimo Marches alla chitarra e mandolino, Giuseppe Franchellucci al violoncello. La settimana successiva (27 luglio, Cascina San Giovanni, Scanzorosciate) il Festival vira nettamente verso il cosiddetto teatro civile e d’inchiesta. Teatro Bresci porta in scena “Lo schifo – omicidio non casuale di Ilaria Alpi nella nostra ventunesima regione”, la storia della giornalista del TG3 e del suo cameraman Miran Hrovatin, messinscena da tre eccellenze del teatro italiano: Stefano Massini (testo e drammaturgia), Anna Tringali (recitazione) e Giorgio Sangati (regia). Uno spettacolo che procede per frammenti, come un rebus da risolvere, per scoprire l’origine di quello schifo di fronte al quale Ilaria Alpi aveva avuto il coraggio di non girare lo sguardo dall’altra parte.
Chiude la prima parte del cartellone la Compagnia Trioche con “Troppe Arie”, (2 agosto, Villa Conti Sottocasa, Pedrengo) varieté di teatro musicale in cui le arie d’opera più famose sono interpretate, tra musica e virtuosismi, gioco di ritmi e gags, da tre straordinari performer musicisti, guidati alla regia da Rita Pelusio.
Dopo la pausa agostana il rientro (29 agosto, Anfiteatro del Comune, Costa di Mezzate) è affidato alla comicità di “Trovata una sega!” con Antonello Taurino, monologo da più di 130 repliche all’attivo che racconta lo “scherzo del secolo” dell’estate ’84, in cui pareva che Modigliani, deriso per alcune sue sculture, le avesse gettate nel Fosso Reale di Livorno. Una storia, ammantata di leggenda che è spaccato sociologico sull’Italia d’allora intriso di tantissima, memorabile, comicità involontaria.
Settembre vede come primo appuntamento un viaggio nel teatro contemporaneo con una tematica attualissima che si evince già dal titolo “Mammut. Ovvero vita e Morte di un’Intelligenza Artificiale”. La Compagnia Fartagnan Teatro presenta un’opera che esplora con toni comici e talvolta grotteschi il tragico rapporto fra l’uomo e intelligenza artificiale. Attraverso il potere della risata s’indaga, in modo leggero ma non superficiale, sulla ricerca della propria identità in un mondo sempre più automatizzato e alienante (13 settembre, Auditorium Comunale, Chiuduno).
A distanza di due anni torna poi Carrozzeria Orfeo con la Prima Regionale di “Misurare il salto delle rane” (19 settembre, CineTeatro Gavazzeni, Seriate). È una dark comedy ambientata in un piccolo paese di pescatori negli anni ’90 che analizza la condizione umana e soprattutto le relazioni di tre esistenze femminili che si specchiano l’una nell’altra e che, in modo diverso, rifiutano le etichette imposte dall’esterno. È un invito a confrontarsi con i propri limiti, a cercare la bellezza nei gesti semplici, in piccoli atti di trasformazione dove pare non accada nulla. In scena tre eccezionali attrici, Elsa Bossi, Marina Occhionero e Chiara Stoppa, dirette da Gabriele Di Luca e Massimiliano Setti, in un’ode alla complessità dell’essere umano con la sua infinita capacità di perdersi e ritrovarsi.
La chiusura del Festival (26 settembre, CineTeatro Gavazzeni, Seriate in collaborazione con S.I.E.C. srl.) è affidata al teatro contemporaneo di Francesco Alberici. Il Centro di Produzione Teatrale di Innovazione Scarti presenta “Bidibibodibiboo”, uno spettacolo che con grande tenerezza e dissacrante ironia racconta le scelte e le rinunce, i sogni e le grandi paure di una generazione alle prese con un mondo del lavoro drammaticamente spietato. Scritto e diretto da Francesco Alberici (Premio Ubu 2021 Miglior attore/performer under 35) lo spettacolo ha vinto i Premi UBU 2024 Miglior Nuovo Testo Italiano e Scrittura Drammaturgica.
Buon Festival!
Biglietto unico € 15 (Bidibibodibiboo)
Biglietto unico € 10 + prevendita € 1,50 (Misurare il salto delle rane)
Prenotazione/acquisto: www.teatrogavazzeni.it
Biglietto unico € 10 (Tortellini – Solo quando lavoro – Nel blu – Lo schifo – Troppe arie – Trovata una sega! – Mammut)
Prenotazione: www.albanoarte.it/prenotazioni/
Per informazioni info@albanoarte.it – cell. 334.8136246 (dalle 16 alle 18)
