Caricamento Eventi

« Tutti gli Eventi

  • Questo evento è passato.

“Bidibibodibiboo”

Settembre 26, 2025 - 21:15

Cineteatro “G. Gavazzeni” – Seriate
Francesco Alberici
“Bidibibodibiboo”
regia e drammaturgia Francesco Alberici
con Francesco Alberici, Maria Ariis, Salvatore Aronica, Andrea Narsi, Daniele Turconi
aiuto regia Ermelinda Nasuto
scene Alessandro Ratti
luci Daniele Passeri
tecnica Fabio Clemente, Eva Bruno
una coproduzione SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione, CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, Ente Autonomo Teatro Stabile di Bolzano, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa
con il sostegno di La Corte Ospitale
si ringraziano Alessandra Ventrella, Davide Sinigaglia e Ileana Frontini

Premi UBU 2024: Miglior Nuovo Testo Italiano / Scrittura Drammaturgica
Finalista alla 56° edizione del Premio Riccione per il Teatro

Il testo, creato nel corso dell’Ecole des Maîtres 2020/21 diretta da Davide Carnevali, è un’efficace e misurata composizione in cui Francesco Alberici racconta con asciutta verosimiglianza ed efficacia, la caduta negli inferi aziendali del protagonista: attacchi, vergogna, licenziamento, omissione, liberazione.

Vede, mio fratello è stato messo all’angolo, io c’ero, me lo ricordo. Lo hanno massacrato psicologicamente. Obiettivi sfidanti, messe alla prova, tutto questo linguaggio schifoso, intriso di competizione, come se fosse una gara come se te lo dovessi meritare di lavorare non è un diritto è una concessione che ti fanno, perché te la meriti e se non te la meriti, ti puniscono, ti vessano, ti sfiancano e poi, quando sei una bestia ferita e docile, ti propongono di essere licenziato, non restarci male è un’occasione, non una sconfitta.

Francesco Alberici traccia un ritratto al vetriolo della disastrosa situazione in cui versa il mondo del lavoro ai giorni nostri. Bidibibodibiboo, testo finalista alla 56a edizione del Premio Riccione per il Teatro, racconta le traversie di un giovane impiegato: assunto a tempo indeterminato da una grande azienda, e forse preso di mira da un superiore, il ragazzo precipita lentamente in una spirale persecutoria che trasforma in un incubo le ore trascorse sul posto di lavoro.
Il titolo è ispirato all’opera quasi omonima di Maurizio Cattelan, nella quale uno scoiattolino è riverso su un tavolo, in un interno casalingo anni ’50 e si è appena sparato un colpo alla testa. Lo squallore di questo interno – con il tavolo e le sedie moderne, in frassino chiaro e formica gialla, le stoviglie sporche buttate nel lavandino e la muffa sulla caldaia – rende alla perfezione l’atmosfera che immaginavo mentre scrivevo. Il testo racconta di due fratelli. Uno è dipendente in una grande e nota multinazionale e, preso all’improvviso di mira da un superiore, inizia a vivere un incubo che terminerà col suo licenziamento. L’altro, che fa l’autore teatrale, decide di raccontare pubblicamente la vicenda del fratello, portandola in scena. Se da un lato volevo raccontare la vergogna e la frustrazione del fratello che ha problemi sul lavoro, dall’altro ci tenevo a ragionare sulla delicata operazione che porta a trasformare un vissuto reale in arte. Sono tanti i temi di questo spettacolo: il modello delirante di cultura aziendale che si sta imponendo a livello globale, in cui i lavoratori sono spinti a raggiungere standard che le stesse aziende definiscono con orgoglio “irragionevolmente alti” e ai dipendenti viene spiegato che quando “si arriva al limite”, a causa dei ritmi di lavoro implacabili, non resta altra soluzione che “superare quel limite”; i percorsi di vita che portano i due fratelli a compiere scelte differenti, scelte in cui la volontà ha un ruolo più marginale di quanto non si creda. La precarietà riguarda ormai sia chi la sceglie deliberatamente, come me, sia chi cerca di costruirsi una vita più stabile. Nessuno è indenne. I nuovi colossi globali del mondo capitalista non stanno ridisegnando soltanto le dinamiche del lavoro, ma anche delle nostre vite. Termini e concetti aziendali hanno invaso il nostro linguaggio – performance, competizione, miglioramento di sé, ottimizzazione – e ridefinito la nostra idea del tempo: ormai il tempo libero non è altro che tempo perso (Francesco Alberici).

(Foto Masiar Pasquali)

Biglietto unico € 15
Prenotazione: www.teatrogavazzeni.it

Dettagli

Data:
Settembre 26, 2025
Ora:
21:15
Categoria Evento: