Italiani cìncali!

Sabato 11 Marzo ore 2112-mario-perrotta

L’emigrazione italiana nelle miniere di carbone del Belgio, raccontata attraverso un’epopea popolare, fatta di uomini scambiati con sacchi di carbone, di paesi abitati solo da donne, di lettere cariche di invenzioni per non svelare le condizioni umilianti di quel lavoro, di mogli che rispondono a quelle lettere con le parole dettate dall’unico uomo rimasto in paese: il postino. È lui che racconta tutto quello che ha visto, sentito, letto e scritto. Racconta come può, come deve, ricostruendo uno spaccato violento e amaramente ironico di un Italia uscita dalla guerra e pronta ad affrontare il boom economico. È così che le sue storie, così apparentemente personali, ritraggono senza ipocrisia, uno dei capitoli più amari della nostra storia repubblicana.
Lo spettacolo ha ricevuto la targa commemorativa della Camera dei Deputati per “l’alto valore civile del testo e per la straordinaria interpretazione”, è stato finalista al Premi UBU 2004 ed ha segnalato Mario Perrotta tra gli artisti più interessanti della nuova generazione. Leggi tutto »

Alla prossima

Sabato 18 e 25 Marzo ore 2113-isacco-milesi
Domenica 19 Marzo ore 15
Accoglienza in Teatro a cura degli attori della compagnia “La Farfalla Bianca”. Regia di Isabella Burgo

“Ci vorrebbe un’altra vita”. Quante volte abbiamo sentito questa frase sperando, con tutti i dubbi del caso che solo una prossima vita potrebbe risolvere i guasti e le carenze di quella attuale. C’è chi, mosso da grande fede o superstizione, crede veramente nella reincarnazione dell’uomo per raggiungere la perfezione e la felicità. Noi teatranti, abituati per ragioni sceniche a vivere innumerevoli vite attraverso i personaggi che di volta in volta interpretiamo, ci salutiamo, alla fine di ogni lavoro, dandoci appuntamento “alla prossima”. Già, alla prossima avventura, pronti a giocarci una nuova storia, una nuova vita, non rassegnandoci all’idea che tutto possa finire… così… banalmente, ma alimentando la speranza di un futuro possibile. Nel corso del primo atto di questo lavoro, quattro piccole storie diverse fra loro, tra il comico, drammatico e grottesco, descriveranno i loro protagonisti in diversi periodi storici: In un lager nazista, nel risorgimento bergamasco, durante la tratta degli schiavi in Africa e alla corte della regina Anne Steward in Inghilterra.
Tutti questi personaggi li ritroveremo nel secondo atto, rinati a nuova vita nella sala d’attesa di un aeroporto pronti ad imbarcarsi su un volo per Dubay. Sarà curioso conoscere ciò che ne è rimasto e la trasformazione di ognuno di loro. Attraverso la leggerezza della commedia che i tempi moderni ci consentono, ancor più interessante sarà il loro interagire nei nuovi ruoli, guarda caso, nell’imminenza di un viaggio; “metafora di vita” intesa come momento di passaggio. Ma verso dove? …Con Chi?… E perché? Leggi tutto »

Stasera Ovulo

Sabato 15 Ottobre ore 2101-antonella-questa

Un monologo che indaga sulle problematiche della maternità “over 35” e della sterilità femminile; una tematica che l’odierno stile di vita, rende più che mai attuale. Fino a dove riesce a spingersi l’istinto materno di una donna che, passati i 35 anni, una relazione stabile e felice, un lavoro gratificante, decide che è arrivato il momento di avere un figlio?
La protagonista di questa commedia arriva alla risposta attraverso una strada tortuosa, fatta di tentativi, fallimenti, di esami medici e cure pesanti; punteggiata dai consigli di parenti e amici, da critiche più o meno velate, sarà proprio questa consapevolezza raggiunta a regalare al pubblico un finale commovente e inaspettato. Leggi tutto »

Questo è il mio nome

Venerdì 21 Ottobre ore 2102-teatro-dellorsa

Una finestra aperta su storie invisibili, un orecchio rovesciato su un canto che attraversa i mari e i deserti, uno spazio e un tempo per lasciare un segno. Da Senegal, Costa d’Avorio, Guinea, Mali, Nigeria, Gambia, sul palco si srotolano le orme di Odissei in viaggio. Storie incise nella polvere e nella carne, scintille di memoria, passi protesi in avanti e occhi che guardano indietro. “Non dimenticare di portare scarpe buone per il viaggio. Non dimenticare i bambini. Non dimenticare il mio nome.”
Il progetto teatrale si inserisce nei programmi di intervento per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati a Reggio Emilia. Il teatro assume una dimensione sociale, di cura della persona, oltre che di trasmissione della cultura. Leggi tutto »

Thanks for vaselina

Sabato 5 Novembre ore 21 04-thanks-for-vaselina

Premio Hystrio Castel dei Mondi 2015 – Last Seen 2013 di Klp come migliore spettacolo dell’anno

 

Gli Stati Uniti d’America, con il sostegno dei paesi alleati, hanno deciso di bombardare il Messico, distruggendo tutte le piantagioni di droga e classificando le numerose vittime come “effetti collaterali”, con il pretesto di “esportare” la propria democrazia. Fil, cinico-disilluso, e Charlie, determinato animalista e difensore dei diritti civili, entrambi trentenni e con un futuro incerto, coltivano nel loro appartamento grossi quantitativi di Marijuana e, con due opposte motivazioni, decidono di tentare il colpo della propria vita: invertire il normale andamento del mercato della Marijuana esportandola dall’Italia al Messico. Su questo pretesto surreale si fonda la trama del testo che “esploderà” non appena nella loro vita entrerà Wanda, una trentenne obesa, insicura e affiliata ad un fallimentare corso di autostima. Nessuno, a parere dei due, potrebbe essere più adatto di lei per diventare un insospettabile corriere della droga internazionale. Con la complicità della madre di Fil, Lucia, una cinquantenne ludopatica appena uscita da una clinica per disintossicarsi dal gioco, Fil e Charlie preparano Wanda per il grande viaggio. Tutto si complica, però, quando dopo quindici anni di assenza, torna a casa Annalisa, padre di Fil ed ex marito di Lucia… Leggi tutto »

Il giardino delle ciliegie

Sabato 12 Novembre ore 2105-ninas-drag-queen

Il Giardino dei ciliegi è una terra di confine, un confine spazio-temporale.
Il Giardino dei Ciliegi è crocevia di mondi lontani, irriducibili.
Il Giardino dei Ciliegi è un bosco di fantasmi frettolosamente seppelliti.
Il Giardino dei Ciliegi è una sinfonia dal contrappunto sghembo, sincopato.
Il Giardino dei Ciliegi è una drag queen.
Francesco Micheli

Il giardino dei ciliegi di Anton Cechov è una piccola saga familiare, stagliata sullo sfondo di un’epoca di grande cambiamento. Aspettando un unico avvenimento – la vendita del giardino – i personaggi si dibattono in situazioni apparentemente futili: amori inseguiti e non corrisposti, feste senza invitati, passeggiate tra i ciliegi.
Sei donne attendono la fine del mondo che hanno conosciuto. Intorno a loro, si avvicina una schiera di uomini, un coro di voci incalzante che segna l’inevitabile conto alla rovescia.
Abbiamo scelto di lavorare su questo classico del teatro per la sua coralità e per qualcosa che sentivamo emergere tra le righe: la nostalgia per un mondo scomparso, un’infanzia perduta ma mai dimenticata. Il mondo femminile di Cechov è vario e affascinante: signore, signorine, sorelle, madri, figlie e figliastre, badanti, cameriere, domestiche, governanti, prestigiatrici, amanti, aspiranti fidanzate, donne di mondo, donne di paese. Sono viaggiatrici senza passaporto, dive senza palcoscenico, eroine tragiche senza tragedia. E ridono, ridono spesso. Ma sempre con le lacrime agli occhi. La drammaturgia procede per frammenti, accostamenti musicali, montaggio di scene del testo originale e canzoni in playback che ne completano il senso e – talora – ne spostano l’asse, passaggi di battute da un personaggio a un altro (le parti maschili, totalmente assenti, sono in parte state assorbite da quelle femminili). Leggi tutto »