Stasera Ovulo

Sabato 15 Ottobre ore 2101-antonella-questa

Un monologo che indaga sulle problematiche della maternità “over 35” e della sterilità femminile; una tematica che l’odierno stile di vita, rende più che mai attuale. Fino a dove riesce a spingersi l’istinto materno di una donna che, passati i 35 anni, una relazione stabile e felice, un lavoro gratificante, decide che è arrivato il momento di avere un figlio?
La protagonista di questa commedia arriva alla risposta attraverso una strada tortuosa, fatta di tentativi, fallimenti, di esami medici e cure pesanti; punteggiata dai consigli di parenti e amici, da critiche più o meno velate, sarà proprio questa consapevolezza raggiunta a regalare al pubblico un finale commovente e inaspettato. Leggi tutto »

Questo è il mio nome

Venerdì 21 Ottobre ore 2102-teatro-dellorsa

Una finestra aperta su storie invisibili, un orecchio rovesciato su un canto che attraversa i mari e i deserti, uno spazio e un tempo per lasciare un segno. Da Senegal, Costa d’Avorio, Guinea, Mali, Nigeria, Gambia, sul palco si srotolano le orme di Odissei in viaggio. Storie incise nella polvere e nella carne, scintille di memoria, passi protesi in avanti e occhi che guardano indietro. “Non dimenticare di portare scarpe buone per il viaggio. Non dimenticare i bambini. Non dimenticare il mio nome.”
Il progetto teatrale si inserisce nei programmi di intervento per l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati a Reggio Emilia. Il teatro assume una dimensione sociale, di cura della persona, oltre che di trasmissione della cultura. Leggi tutto »

Thanks for vaselina

Sabato 5 Novembre ore 21 04-thanks-for-vaselina

Premio Hystrio Castel dei Mondi 2015 – Last Seen 2013 di Klp come migliore spettacolo dell’anno

 

Gli Stati Uniti d’America, con il sostegno dei paesi alleati, hanno deciso di bombardare il Messico, distruggendo tutte le piantagioni di droga e classificando le numerose vittime come “effetti collaterali”, con il pretesto di “esportare” la propria democrazia. Fil, cinico-disilluso, e Charlie, determinato animalista e difensore dei diritti civili, entrambi trentenni e con un futuro incerto, coltivano nel loro appartamento grossi quantitativi di Marijuana e, con due opposte motivazioni, decidono di tentare il colpo della propria vita: invertire il normale andamento del mercato della Marijuana esportandola dall’Italia al Messico. Su questo pretesto surreale si fonda la trama del testo che “esploderà” non appena nella loro vita entrerà Wanda, una trentenne obesa, insicura e affiliata ad un fallimentare corso di autostima. Nessuno, a parere dei due, potrebbe essere più adatto di lei per diventare un insospettabile corriere della droga internazionale. Con la complicità della madre di Fil, Lucia, una cinquantenne ludopatica appena uscita da una clinica per disintossicarsi dal gioco, Fil e Charlie preparano Wanda per il grande viaggio. Tutto si complica, però, quando dopo quindici anni di assenza, torna a casa Annalisa, padre di Fil ed ex marito di Lucia… Leggi tutto »

Il giardino delle ciliegie

Sabato 12 Novembre ore 2105-ninas-drag-queen

Il Giardino dei ciliegi è una terra di confine, un confine spazio-temporale.
Il Giardino dei Ciliegi è crocevia di mondi lontani, irriducibili.
Il Giardino dei Ciliegi è un bosco di fantasmi frettolosamente seppelliti.
Il Giardino dei Ciliegi è una sinfonia dal contrappunto sghembo, sincopato.
Il Giardino dei Ciliegi è una drag queen.
Francesco Micheli

Il giardino dei ciliegi di Anton Cechov è una piccola saga familiare, stagliata sullo sfondo di un’epoca di grande cambiamento. Aspettando un unico avvenimento – la vendita del giardino – i personaggi si dibattono in situazioni apparentemente futili: amori inseguiti e non corrisposti, feste senza invitati, passeggiate tra i ciliegi.
Sei donne attendono la fine del mondo che hanno conosciuto. Intorno a loro, si avvicina una schiera di uomini, un coro di voci incalzante che segna l’inevitabile conto alla rovescia.
Abbiamo scelto di lavorare su questo classico del teatro per la sua coralità e per qualcosa che sentivamo emergere tra le righe: la nostalgia per un mondo scomparso, un’infanzia perduta ma mai dimenticata. Il mondo femminile di Cechov è vario e affascinante: signore, signorine, sorelle, madri, figlie e figliastre, badanti, cameriere, domestiche, governanti, prestigiatrici, amanti, aspiranti fidanzate, donne di mondo, donne di paese. Sono viaggiatrici senza passaporto, dive senza palcoscenico, eroine tragiche senza tragedia. E ridono, ridono spesso. Ma sempre con le lacrime agli occhi. La drammaturgia procede per frammenti, accostamenti musicali, montaggio di scene del testo originale e canzoni in playback che ne completano il senso e – talora – ne spostano l’asse, passaggi di battute da un personaggio a un altro (le parti maschili, totalmente assenti, sono in parte state assorbite da quelle femminili). Leggi tutto »

D…ANCEstral

Sabato 19 N06-je-danseovembre ore 21 – fuori abbonamento

Il titolo è l’unione di due parole in inglese: “Dance” (danza) e “Ancestral” ovvero l’aggettivo Ancestrale il cui significato spiega in particolare il tema dello spettacolo. Ancestrale significa riconducibile al mondo degli antenati, spesso con riferimento a dati e a motivi della discendenza o della tradizione sentiti come reconditi o inspiegabili.
Da sempre per i popoli la danza accompagna le manifestazioni più varie della vita sociale, un fatto pubblico, cui partecipano, in veste di attori o di semplici spettatori, tutti i membri del gruppo, l’unità del quale essa contribuisce ad affermare e rinsaldare. Non di rado la danza accompagna lo svolgimento di riti di passaggio. Nel corso delle cerimonie religiose può di volta in volta rivestire il carattere di rappresentazione di eventi mitici, imitazione di atti sacrificali, espressione di devozione e di preghiera. Leggi tutto »

Nati in casa

Venerdì 25 Novembre ore 2107-giuliana-musso

Si nasceva in casa, una volta. Nei paesi c’era una donna che faceva partorire le donne. La “comare”, la chiamavano, era la levatrice, l’ostetrica. Nati in casa racconta la storia di donne che furono levatrici in un nord-est italiano ancora rurale e ci racconta l’evento più straordinario e al contempo meno narrato della nostra storia: il parto. Espulso dalla tradizione della trasmissione orale e scritta, il racconto del parto si è ritrovato relegato ad una narrazione femminile intima, quasi segreta, mai pubblica. Nati in casa riconduce il racconto del parto nello spazio epico della narrazione teatrale popolando la dimensione pubblica per eccellenza, il palcoscenico, di figure femminili con grandi pance, di donne che assistono altre donne che da sempre scaraventano l’umanità alla luce. Leggi tutto »