Piccolo Canto di resurrezione

Compagnia Piccolo Canto
Di e con Francesca Cecala, Miriam Gotti, Barbara Menegardo, Ilaria Pezzera, Swewa Schneider arrangiamento canti Miriam Gotti – disegno luci Pietro Bailo
Produzione Compagnia Piccolo Canto, I Teatri del Sacro, Associazione “Musicali si cresce”

Vincitore I Teatri del Sacro e del Palio Poetico Teatrale e Musicale Ermo Colle

Le cantanti restituiscono una melodia corposa, attraverso le varie tonalità e i cromatismi dei canti popolari regionali e stranieri (in inglese, in latino, in basco). Voci di tenore e di soprano, voci gracchianti da pastori, voci animalesche, vecchie e giovani, compassionevoli e di scherno. E quando le interpreti lasciano che la musica si sprigioni e parli con il suo linguaggio arcano al pubblico, l’atmosfera si fa vibrante e viene da chiudere gli occhi per farsi solleticare nell’anima.

con Miriam Gotti,Francesca Cecala,Ilaria Pezzera,Barbara Menegardo,Swewa Shneider,Silvia Baldini

(Andrea Pocosgnich – Teatro e Critica)

La Loba è vecchia. È una donna di due milioni di anni. Vive in un luogo sperduto che tutti conoscono, ma pochi hanno visto. Raccoglie le ossa, quelle che corrono il pericolo di andare perdute. È custode di quanto sta morendo e di quanto è già morto. La sua figura ancestrale di donna selvatica fa da confine e tramite tra ciò che è vivo e ciò che è morto, tra ciò che è desueto e ciò che anela alla Resurrezione.

In scena cinque donne, voci che tentano di rispondere a queste domande. Come la Loba raccontano storie di vite che anelano al cambiamento, poi al riscatto e poi alla guarigione e infine alla Resurrezione. Storie dal sapore acre, a volte tragicomico e dal ritmo variegato. Cinque voci diverse che si fondono in un unico affresco di racconti cantati e canti musicati. Voci che si fanno invettiva, poesia, preghiera e che si innalzano in canto. Un canto polifonico che si fa portavoce della rinascita e che ne assume tutte le sue caratteristiche: il dolore, il buio, la spinta, la rabbia, il pianto, la gioia, il riso che contagia che apre e libera. E ad ogni canto la memoria prenderà forma, risorgerà.