Il giardino delle ciliegie

Sabato 12 Novembre ore 2105-ninas-drag-queen

Il Giardino dei ciliegi è una terra di confine, un confine spazio-temporale.
Il Giardino dei Ciliegi è crocevia di mondi lontani, irriducibili.
Il Giardino dei Ciliegi è un bosco di fantasmi frettolosamente seppelliti.
Il Giardino dei Ciliegi è una sinfonia dal contrappunto sghembo, sincopato.
Il Giardino dei Ciliegi è una drag queen.
Francesco Micheli

Il giardino dei ciliegi di Anton Cechov è una piccola saga familiare, stagliata sullo sfondo di un’epoca di grande cambiamento. Aspettando un unico avvenimento – la vendita del giardino – i personaggi si dibattono in situazioni apparentemente futili: amori inseguiti e non corrisposti, feste senza invitati, passeggiate tra i ciliegi.
Sei donne attendono la fine del mondo che hanno conosciuto. Intorno a loro, si avvicina una schiera di uomini, un coro di voci incalzante che segna l’inevitabile conto alla rovescia.
Abbiamo scelto di lavorare su questo classico del teatro per la sua coralità e per qualcosa che sentivamo emergere tra le righe: la nostalgia per un mondo scomparso, un’infanzia perduta ma mai dimenticata. Il mondo femminile di Cechov è vario e affascinante: signore, signorine, sorelle, madri, figlie e figliastre, badanti, cameriere, domestiche, governanti, prestigiatrici, amanti, aspiranti fidanzate, donne di mondo, donne di paese. Sono viaggiatrici senza passaporto, dive senza palcoscenico, eroine tragiche senza tragedia. E ridono, ridono spesso. Ma sempre con le lacrime agli occhi. La drammaturgia procede per frammenti, accostamenti musicali, montaggio di scene del testo originale e canzoni in playback che ne completano il senso e – talora – ne spostano l’asse, passaggi di battute da un personaggio a un altro (le parti maschili, totalmente assenti, sono in parte state assorbite da quelle femminili).
Non pensiamo di avere stravolto l’opera di Cechov; piuttosto ci siamo chiesti a cosa corrispondano, nell’oggi, quelle ansie, quelle manie, quei caratteri. Cechov racconta un mondo senza più appigli, personaggi smarriti, la cronaca di un passaggio epocale. E questo è qualcosa che assomiglia al presente.
Basta con i piagnistei. Oggi finalmente Cechov fa ridere. Un Cechov, certo, come non lo avete mai visto, quasi una scoperta. Dunque evviva queste superlative drag queens, guidate da Francesco Micheli, che hanno trasformato “i ciliegi” nelle “ciliegie”: solo personaggi femminili (…) Magnifiche, gustosissime ciliegie. Replicare, please.” (Fausto Malcovati, Hystrio)

Sabato 12 Novembre ore 21
Nina’s Drag Queens
“Il giardino delle ciliegie”

Uno spettacolo Nina’s DragQueens con Alessio Calciolari, Gianluca Di Lauro, Sax Nicosia, Stefano Orlandi, Lorenzo Piccolo, Ulisse Romanò
Adattamento e regia Francesco Micheli – assistente alla regia Luisa Costi – traduzione Fausto Malcovati – scene Clara Storti, Selena Zanrosso – costumi Giada Masi – luci Giulia Pastore – audio Giuliana Rienzi
Produzione Nina’s Drag Queens in collaborazione con Atir Teatro Ringhiera, Accademia di Belle Arti di Brera – Biennio Specialistico in Scenografia Teatrale