SalvaMenti 2020


Pedala! Gino e Adriana Bartali nell’Italia del dopoguerra

ANNULLATO – RECUPERO IN DATA DA DESTINARSI (2021)

Venerdì 6 novembre 2020 ore 20.45
Auditorium San Zeno – Osio Sopra (BG)
Luna e GNAC Teatro

Di e con Federica Molteni
testi tratti da “La corsa giusta” di Antonio Ferrara (Coccole books) – testi originali di Alessandro De Lisi
regia Carmen Pellegrinelli – scene e design Michele Eynard – costumi Francesca Biffi – sound list di Pierangelo Frugnoli

Produzione Luna e GNAC Teatro con il patrocinio del Comune di Selvino e con il sostegno storico del Museo Memoriale di Sciesopoli Ebraica

Il campione pedala e pedala, sempre un altro giro di ruota e un’altra salita, senza mollare mai. Adriana, la sua amatissima signora è adesso sua moglie. Sono la coppia raccontata in scena da Federica Molteni mentre attraversano l’Italia del dopoguerra: il voto alle donne, la repubblica e le sue contraddizioni legate a un regime che non vuole finire, l’inizio del boom economico.

Il ritratto dell’Italia attraverso un amore, una vita insieme, inarrestabili, come quando “Ginettaccio” sale in sella: non c’è mai avventura senza paura.

Seguito di “Gino Bartali – eroe silenzioso”, che ha girato sui palcoscenici italiani ed europei, incontrando e facendo emozionare oltre cinquantamila spettatori, caso straordinario nel teatro indipendente del nostro paese, Bartali è “giusto tra le nazioni”, un albero cresce nel giardino dello Yad Vashem a Gerusalemme, per aver salvato ottocento ebrei e un’intera famiglia, i Goldberg …pedalando.

Questa è la storia anche del legame di Bartali con Fausto Coppi, due rivali e due fratelli di battaglie, la grande epica del ciclismo, a sessant’anni dalla morte del campionissimo. Adesso Gino Bartali pedala ancora, sassi e salite, per raccontare con la sua Adriana le origini di un paese fragile e bellissimo come l’Italia più vera e piccola.

I-TIGI Canto per Ustica

ANNULLATO – RECUPERO IN DATA DA DESTINARSI (2021)

di Daniele Del Giudice e Marco Paolini – con Omar Rottoli
tema musicale Riccardo Previtali e Luca Mangili – brani musicali di Giovanna Marini eseguiti dal coro “Insolite Armonie” con Francesco Sangalli (basso), Alessandra Locatelli (soprano), Marianna Donini (mezzo soprano), Rosa Gianola (mezzo soprano), Rosanna Rocca (contralto).

La strage di Ustica è una delle pagine più nere della storia recente del nostro Paese avvenuta esattamente quarant’anni fa.

Lo spettacolo è una rivisitazione in chiave teatrale di “Unreported inbound Palermo”, racconto di Daniele Del Giudice che ricostruisce la fase istruttoria durata più di 19 anni, costituita da un milione e ottocentomila atti processuali, 5000 pagine solo di sintesi. Trasmesso in tv su RaiDue il 6 luglio 2000 dalla Piazza Santo Stefano di Bologna con il quartetto vocale di Giovanna Marini e poi replicato dal solo Paolini per più di 100 date fino al 2003, è oggi ripreso da Omar Rottoli con il suo gruppo di lavoro in autoproduzione, con l’autorizzazione, l’incoraggiamento e la fattiva collaborazione degli autori. Il testo racconta attimo per attimo il volo IH870, dal decollo all’aeroporto di Bologna fino alla sparizione dai radar sui cieli del Tirreno, intersecandolo con le tracce dei radar, i frammenti del relitto ripescato dal mare, le schegge delle comunicazioni radio di quella sera fatale.

Il tutto mettendo al centro le 81 vite spezzate in un attimo, in uno scenario di guerra non dichiarata e strisciante, di silenzi e depistaggi, di militari e spie, di giudici e complotti.

Una storia ancora tutta da scoprire, da indagare; una storia di scottante attualità, come dimostra la sentenza 1871 del 28 gennaio 2013 della Terza sezione civile della Suprema Corte, la quale ha condannato lo Stato italiano a risarcire le vittime per mancata vigilanza sui cieli di quella sera.

Un racconto che vuole mettere ordine in una storia complessa, per far nascere domande, più che offrire risposte, interrogare i cuori, scuotere le coscienze.

Piccolo Canto di resurrezione

Compagnia Piccolo Canto
Di e con Francesca Cecala, Miriam Gotti, Barbara Menegardo, Ilaria Pezzera, Swewa Schneider arrangiamento canti Miriam Gotti – disegno luci Pietro Bailo
Produzione Compagnia Piccolo Canto, I Teatri del Sacro, Associazione “Musicali si cresce”

Vincitore I Teatri del Sacro e del Palio Poetico Teatrale e Musicale Ermo Colle

Le cantanti restituiscono una melodia corposa, attraverso le varie tonalità e i cromatismi dei canti popolari regionali e stranieri (in inglese, in latino, in basco). Voci di tenore e di soprano, voci gracchianti da pastori, voci animalesche, vecchie e giovani, compassionevoli e di scherno. E quando le interpreti lasciano che la musica si sprigioni e parli con il suo linguaggio arcano al pubblico, l’atmosfera si fa vibrante e viene da chiudere gli occhi per farsi solleticare nell’anima.

con Miriam Gotti,Francesca Cecala,Ilaria Pezzera,Barbara Menegardo,Swewa Shneider,Silvia Baldini

(Andrea Pocosgnich – Teatro e Critica)

La Loba è vecchia. È una donna di due milioni di anni. Vive in un luogo sperduto che tutti conoscono, ma pochi hanno visto. Raccoglie le ossa, quelle che corrono il pericolo di andare perdute. È custode di quanto sta morendo e di quanto è già morto. La sua figura ancestrale di donna selvatica fa da confine e tramite tra ciò che è vivo e ciò che è morto, tra ciò che è desueto e ciò che anela alla Resurrezione.

In scena cinque donne, voci che tentano di rispondere a queste domande. Come la Loba raccontano storie di vite che anelano al cambiamento, poi al riscatto e poi alla guarigione e infine alla Resurrezione. Storie dal sapore acre, a volte tragicomico e dal ritmo variegato. Cinque voci diverse che si fondono in un unico affresco di racconti cantati e canti musicati. Voci che si fanno invettiva, poesia, preghiera e che si innalzano in canto. Un canto polifonico che si fa portavoce della rinascita e che ne assume tutte le sue caratteristiche: il dolore, il buio, la spinta, la rabbia, il pianto, la gioia, il riso che contagia che apre e libera. E ad ogni canto la memoria prenderà forma, risorgerà.

Cinque – Quotidiane acrobazie familiari

Venerdì 23 ottobre 2020 ore 20.45
Auditorium San Zeno – Osio Sopra (BG)
Compagnia La Pulce
di e con Enzo Valeri Peruta
regia Silvia Briozzo – musiche dal vivo Pierangelo Frugnoli
Produzione Compagnia La Pulce

Credo che si diventi quel che nostro padre ci ha insegnato nei tempi morti, mentre non si preoccupava di educarci. Ci si forma su scarti di saggezza.” (Umberto Eco)

Essere in cinque. Non più uno. Non due. Tre. Cinque. Cinque vite guerriere. Cinque vite a dividere e a condividere. Il caos primordiale. Casa caserma. Vociare di mercanti, zuffe e pianti inconsolabili. Lavatrici e asciugatrici in centrifuga perenne. Il basket, il rugby ma adesso anche le bambole e il tutù. Fucsia. Ognuno ha il suo spazio, almeno un pochino, un desiderio da esaudire. “Guardami, guardami”, “Guardala, guardalo, un attimo almeno”, “E guardiamoci anche noi che altrimenti ci perdiamo”. “Metter su famiglia. Ecco cos’era quel battito al petto. Io e te e loro tre. E loro tre chi sono? Un insieme di noi due. E anche altro. Molto altro. Devo insegnar loro. Devo essere d’esempio. Devo educare. Loro e prima me stesso. Sì, tirar fuori il meglio di me. Il meglio di me. Ma cos’è?”.

Dopo lo spettacolo Vitanuova, ecco un nuovo capitolo sulla paternità. Perché dopo i nove mesi di gravidanza c’è una vita davanti da inventarsi. Perché essere padre è complicato e straordinario. Perché mette in crisi tutti i giorni. Perché i manuali non servono a niente e aver il sesto senso non basta, ci vuole il settimo e pure l’ottavo. Perché sei padre e sei il papà, due figure ben distinte ed entrambe necessarie. Perché il perché si mette al mondo un figlio, anzi tre, generano altri perché e la ricerca delle risposte diventa la nostra vita. Sempre pronti a ridere di noi con estrema tenerezza.