Festival 2014/15


L’abbraccio – Storie imperfette

10013078_498336266945041_2117295878_n[1]Sabato 8 Novembre ore 22,15

Un viaggio attraverso la storia di uomini e donne in un mondo intriso di relazioni e ricco di emozioni. Ognuno con la sua storia, il suo passato, le sue esperienze incontra ed affronta l’altro nella speranza di poter compensare il proprio bisogno d’amore. E proprio di un viaggio si tratta, di una partenza verso l’ignoto ma un ignoto che ci attrae, ci incuriosisce, ci appaga e ci trattiene …nonostante tutto;ma prima di partire è necessario chiedersi: chi sono, cosa sento, cosa voglio e dove voglio andare. Un viaggio che malgrado le difficoltà e le delusioni possiamo decidere di vivere con gioia e speranza, coraggio e fedeltà. Leggi tutto »

Un bès – Antonio Ligabue

Mario PerrottaSabato 15 Novembre ore 21

“Un bès… Dam un bès, uno solo! Che un giorno diventerà tutto splendido. Per me e per voi”.

Provo a chiudere gli occhi e immagino: io, così come sono, con i miei 40 passati, con la mia vita – quella che so di avere vissuto – ma senza un bacio, neanche uno. Mai.

Senza che le mie labbra ne abbiano incontrate altre, anche solo sfiorate. Senza tutto il resto che è comunione di carne e di spirito, senza neanche una carezza. Mai.

E allora mi vedo – io, così come sono – scendere per strada a elemosinarlo quel bacio, da chiunque, purché accada.

Ecco, questo m’interessa oggi di Antonio Ligabue: la sua solitudine, il suo stare al margine, anzi, oltre il margine – oltre il confine – là dove un bacio è un sogno, un’implorazione senza risposte che dura da tutta una vita. Voglio avere a che fare con l’uomo Antonio Ligabue, con il Toni, lo scemo del paese. Mi attrae e mi spiazza la coscienza che aveva di essere un rifiuto dell’umanità e, al contempo, un artista, perché questo doppio sentire gli lacerava l’anima: l’artista sapeva di meritarlo un bacio, ma il pazzo intanto lo elemosinava. Voglio stare anch’io sul confine e guardare gli altri. E, sempre sul confine, chiedermi qual è dentro e qual è fuori.

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Mister Voice

mister-voiceSabato 22 Novembre ore 21

Imitatore, Attore, Comico visto a “Striscia la Notizia”, “Markette”, “Chiambretti Night”, “Glob” e “Zelig”. Camaleontico e trasformista, con una formidabile mimica facciale ha dato vita alle sue personalissime imitazioni di Di Pietro, Pozzetto, Vissani, Bossi, Celentano, Zucchero, Sgarbi e tantissimi altri. Sua la voce dello Spot tormentone del “12.40” in onda su tv e radio nazionali. Fa parte del cast fisso di “Ciao Belli” in onda tutti i giorni dalle 13 alle 14 su Radio Deejay.

Claudio Lauretta si esibisce nello show “Mister Voice” tenendo sempre alta l’attenzione dello spettatore, il quale, rimane sbalordito della grande presenza scenica dell’artista che alterna in sequenza, monologhi, imitazioni e canzoni, accompagnato da un talentuoso chitarrista dalla verve comica irresistibile: il Maestro Sandro Picollo che recita la parte di quello, che in quel momento,vorrebbe essere altrove. Leggi tutto »

Danzare è parlare in silenzio

Je danseSabato 29 Novembre ore 21

Come poter raccontare in sintesi un libro mitico perché celeberrimo, studiato a Scuola o reso immortale dal mondo del cinema o dell’arte? Ma soprattutto come poterlo narrare a tutti, in una sola lingua comprensibile a qualsiasi straniero? Sicuramente non utilizzando l’esperanto o la ben più difficile lingua dei segni… ma quest’ultima ci viene in aiuto. Il linguaggio internazionale della Danza, del movimento di ogni singolo muscolo del corpo umano all’insegna della grazia o dell’energia, serve in questo spettacolo per entrare in punta di piedi nel mondo della letteratura. Le maestre ed i maestri della Scuola Je Danse interpretano con coreografie realizzate per l’occasione, capolavori come: Don Chisciotte della Mancha, It, Il ritratto di Dorian Gray, Il Signore degli Anelli, Il Giornalino di Giamburrasca, 1984, ecc. ecc.

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Fiur… dulur e… soddisfasiù

Gorlago SpolverinerDomenica 1 Febbraio 2015 ore 15

Teodoro diventato fiorista suo malgrado con i vivai lasciati in eredità alla moglie, con molto sacrificio ha dato agiatezza alla famiglia, la quale invece sempre a parer suo non lo corrisponde e non lo gratifica minimamente… Un’immane tragedia con il conseguente avvicendarsi di clienti e conoscenti porteranno Teodoro a cambiare la sua idea.

La Compagnia dialettale di Gorlago compie il 15° anno di recite. Il tutto inizia nel 1999 con la rappresentazione della commedia “La medesina miraculusa” più per gioco che con l’intento vero e proprio di fondare una vera e propria compagnia teatrale, invece poi tramutatasi in un’irrefrenabile voglia di “divertire divertendosi”. Così facendo con la regia di Annarosa Bombardieri sono state messe in scena in concomitanza della fiera di S. Andrea in Gorlago tantissime commedie.

Dal 2004 la regia passa nelle mani di Aldo Beretta e la tradizione continua con testi in lingua e dialetti diversi per poi essere tradotti in vernacolo bergamasco. Il nome dalla compagnia non è scelto a caso, difatti si rifà al ricordo di un vecchio lavoro svolto da dei compaesani Gorlaghesi del secolo scorso che andando di corte in corte per tutta la Lombardia, vendevano l’antesignano dei detersivi e cioè la polvere di marmo delle cave di Zandobbio. Partendo da questo presupposto e siccome anche il dialetto è tradizione e ricordo, la simbiosi è apparsa perfetta da subito. Come gli antichi “Spolveriner” anche i nostri attori hanno portato per tutta la provincia i loro spettacoli, riscuotendo sempre ottimi consensi di critica e di pubblico.

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Sex-machine

Giuliana Musso 2Sabato 7 Febbraio ore 21

Un’attrice ed un musicista danno voce ed anima a sei personaggi che, visti in sequenza, formano un quadro di contemporanea umanità, complessa, multiforme, ridicola, sincera. Dino, pensionato, nostalgico delle case chiuse. Vittorio, agente di commercio, il cliente perfetto. Monica, mamma di Cristian, castigatrice dei costumi. Silvana, una professionista. Igor, ventenne, magazziniere, un arlecchino appassionato di lap-dance. Sandro, imprenditore nordestino, fallito. Hanno tutti in comune due cose: appartengono alla cultura del nord-est e trovano soddisfazione ai loro bisogni e ragione alle loro paure nel variegato e complesso mondo dei rapporti sessuali a pagamento.

Una chitarra Gibson semiacustica è suonata dal vivo e senza sosta. La musica offre allo spettatore spazio per ascoltare ciò che non si può raccontare, è sostegno e contrappunto alla rivelazione dei personaggi, insegue, precede, provoca e rivela il lavoro di improvvisazione di Giuliana Musso. A ciascun personaggio corrisponde un ambiente musicale e le canzoni – tutte originali – concorrono alla drammaturgia dello spettacolo.

Le prostitute si possono chiamare in molti modi: donnine allegre, lucciole, belle di notte, puttane, troie, bagasce, battone, mignotte, zoccole, meretrici, fallofore, sex workers… I clienti si chiamano clienti.

Mentre quella delle prostitute è una categoria numericamente ristretta, indagabile ed indagata, dei clienti non si sa nulla, non si indaga, nulla viene messo in discussione. Perché i clienti siamo noi.

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